Eccidio San Marcello

28 marzo 2015 – Invorio 

La lanterna è la guida di questo 70° della Liberazione. Il lume ci deve illuminare, fare strada, darci il coraggio di guardare il volto. Solo così avviene il riconoscimento.

A settant’anni dalla Liberazione, la nostra democrazia dà evidenti segni di stanchezza, sembra smarrita, rischia di perdere la propria strada  e imboccare i sentieri dell’oblio, dell’indifferenza, dell’affievolirsi della coscienza civica, del senso di solidarietà e di responsabilità verso il futuro, della perdita dell’identità. Celebrare il 70° deve costituire per noi un sussulto di coscienza, una riscoperta del coraggio: Solo così possiamo riconoscere le nostre radici e, con esse, la nostra identità.

70° Liberazione

Solleviamo allora la lanterna e guardiamo il volto di queste nostre radici:

Il volto dei giovani ‘ribelli’,  ‘fuorilegge’, partigiani per noi, per loro ‘banditi’, che non si sono piegati all’occupante nazista e al suo succube collaboratore, il fascismo di Salò. Giovani che hanno detto no, hanno scelto il campo per la libertà contro il totalitarismo, imperialista e razzista. Storie diverse, motivazioni differenti, ma una sola parola ‘libertà’, contro il regime che la soffoca e con essa soffoca, confina, uccide, la dignità, la responsabilità, il pluralismo e la democrazia; una scelta divenuta azione collettiva, in bande, brigate divisioni; una scelta pagata a caro prezzo!

Il volto di ognuno di quella brava ‘gente oscura’ delle tante cascine, che conviveva quotidianamente con i partigiani, offrendo ospitalità, sostegno materiale e morale; “brava benedetta gente, generosa, il cui sacrificio non sarà mai ricompensato, senza gloria”.

Il volto dei tanti uomini e donne che hanno potuto rialzare la testa dopo il 25 luglio e dopo l’8 settembre. e partecipare così alla grande stagione della riscoperta della politica. Uomini e donne appartenenti ai sei partiti del CLN e alle loro brigate, che hanno preso parte alla grande stagione della riscoperta della politica e posto le basi della futura democrazia, anche dando vita a quell’embrione della vita repubblicana e democratica che è stato l’esperienza delle zone libere.

La storia ci insegna che questi volti si sono intrecciati per fare fronte unitario, corpo unico, minando il consenso al nazi-fascismo,, ottenuto riconoscimento militare, politico, civile e morale, ponendo le basi del nostro bellissimo testo costituzionale.

Sono questi i testimoni di libertà e le radici vive della nostra identità. Uomini interiormente liberi, illuminati dal lume della coscienza morale e civile e, per questo, animati dall’urgenza e dalla responsabilità di liberare gli altri.

Riconoscendo questi volti possiamo vederci in volto e riconoscere se il nostro volto è capace di riflettere la loro dignità, passione, il loro lottare, la loro responsabilità.

La lanterna che ha illuminato quella pagina buia della nostra storia saprà allora anche oggi – nel 70° – fare luce e indicare la strada a questa fiacca democrazia.

Locandina