Sezione: Eventi (pagina 1 di 3)

Aperitivo filosofico

L’aperitivo filosofico approda per la prima volta a Galliate all’interno della XXV edizione di Avventure di carta, Percorsi fantastici intorno al libro. Il libro è “La ragione innamorata. Dialogo con Vanessa”, che il professore e filosofo Lorenzo Borelli ha scelto di presentare venerdì 10 novembre al “KM zero caffè” di Galliate, alla presenza di un pubblico giovane e particolarmente interessato. “Abbiamo optato per una location diversa dal solito – ci dice Borelli – perché volevamo sperimentare  anche da noi una formula come quella dell’aperitivo filosofico, che in molte città è già una bella e consolidata realtà. Una formula piacevole e accattivante, che coinvolge in modo diretto i partecipanti e unisce momenti di serietà e di riflessione a spazi di conversazione e di degustazione”.

La scelta è stata molto apprezzata dai presenti e ha destato non poca curiosità tra gli avventori occasionali del bar. Due simpatiche ore trascorse insieme, accompagnata dalle canzoni interpretate dalla deliziosa voce di Giulia Religioso, dalle poesie d’amore lette da Claudia Angeleri e Chiara Rinaldi, dai dialoghi del testo scelti e interpretati da Edoardo ed Enrico Borghesio con Anna Squizzato, e naturalmente dagli approfondimenti dell’Autore.

Se la filosofia è amore della sapienza – ancora Borelli – come l’amore deve saper dialogare con quelle che io chiamo le nuvole che attraversano il cielo della nostra finitezza, ossia la musica, la poesia, la danza, l’arte. Perché è in quella soglia di profondità in cui si intrecciano il sentire e il sapere che possiamo scoprire e vivere l’amore”. Una bella lezione di vita, che ha finito per coinvolgere anche Sandro e la figlia Noemi, gestori e protagonisti del bar “KM zero ”.

www.avventuredicarta.it

Realtà e sogno sulla nave di Libero


Geniale, accattivante, provocatoria, rigeneratrice la nuova proposta di Libero, l’amico e l’artista che ogni volta sa destare a originale meraviglia. Ci invita a salire con lui sulla nave del sogno, per lasciarci cullare dalle onde colorate e sapientemente modellate della sua realissima immaginazione.

In sua compagnia è un piacere viaggiare. La sintonia è immediata. Lo ascolti mentre racconta e si racconta e senza neppure accorgerti inizi ad avvertire la leggerezza dell’incanto. Tratto dopo tratto la visione delle cose assume strane forme e ti trovi a vivere sospeso in una tela di apparenze… ed eccoti appagato sul dorso dell’elefante indiano, per un attimo ipnotizzato dallo sguardo fiero e innocuo del toro andaluso, l’istante successivo gongolante e divertito dalla grandeur francese. Mentre perdura l’estasi spensierata di un volo dove puoi intrecciare i sogni di ciascuno degli estrosi passeggeri, particolare dopo particolare l’atmosfera si fa più familiare. Ti accorgi di assomigliare a loro, in balìa della mente creativa dell’artista, dove il sogno non può fare a meno del sognatore e i cui colori attingono a quella stessa realtà da cui il desiderio vuole affrancarsi, con la storia, gli stereotipi, le contraddizioni e i traguardi del Paese a cui si appartiene.

Tutti noi, come Libero, abbiamo bisogno di salpare, mantenerci a distanza, liberare per un istante il respiro, alzare lo sguardo e perderci nell’orizzonte, per riuscire a godere spensierati momenti di evasione, ma anche per trovare serenità e forza di rigenerazione. Già, perché l’arte – lo ricorda a tutti noi il filosofo e artista Theodor Adorno – è immagine che prefigura un mondo a misura d’uomo, è messaggio e annuncio di liberazione e riconciliazione, proprio nel mentre si fa denuncia della negatività, dell’ipocrisia e della disarmonia del mondo. Libero tutto questo lo sente, lo vive e lo trasmette narrando con sensibilità civica e maestrìa pittorica uniche e inconfondibili, a un tempo acute, raffinate e appassionate.

Quella di Libero è infatti una nave-città, che solca il fantastico mare del sogno con il carico dei suoi viali e giardini, dei suoi palazzi e grattacieli, dei luoghi quotidiani del vivere civile e delle sedi del potere politico. Carico molto spesso di ancoraggio, che può rallentare o frenare il navigare della democrazia, ma mai arrestarlo, perché la nave dei passeggeri-cittadini viene sospinta dal vento in poppa dissacrante e ironico del suo timoniere.

I tentacoli della politica, moderna chimera a un tempo cinica e raccapricciante, sembrano armi spuntate, incapaci di reagire sotto i colpi dell’ironia dell’artista che, in una sequenza impietosa di immagini compositive, è maestro nello smascherarne le bugie, le esibizioni retoriche e arroganti, le lotte striscianti e belanti per i privilegi del potere, le connivenze edulcorate e compiaciute con i salotti televisivi oppure segrete e astute con i tanti poteri occulti.

Libero però, al pari di Socrate, è come la torpedine di mare… il tocco, nel momento in cui irretisce, provoca una lieve rigenerante scossa a noi passeggeri cittadini. La sua ironia, infatti, assume la forma della giocosità e dell’autoironia e ci spinge al dialogo con noi stessi, per farci ritrovare quel coraggio e quella lealtà dello sguardo che ci consentono di osservarci allo specchio. Svuotati e leggeri, perché finalmente liberi dai nostri paraventi, possiamo così scrutare se e quando un’insolita riga stia per caso solcando centralmente il nostro viso!

La nave-città fa scalo al Museo del tessile di Busto Arsizio e si espone in opere non per illuderci con un “non prendiamoci troppo sul serio”, bensì per invitarci a “prenderci veramente sul serio”. Quando siamo liberi nello sguardo, allora il mondo si apre a noi, gli altri e noi stessi si offrono al nostro prenderci cura e al nostro modellare creativo. Possiamo essere realmente quello che desideriamo di essere, possiamo accogliere la realtà del sogno e trasformare il nostro vivere individuale e comune in uno spazio pubblico di coappartenenza e di convivenza, dove è bello stare, per conversare e progettare insieme.

Grazie Libero per questo viaggio sulla tua fantastica nave, che è la città di tutti, il cui carico trova oggi la propria misura in un bagliore di tenue speranza.

Dejeuner sur l’herbe

Domenica 25 giugno ho inaugurato gli appuntamenti estivi di “Dejeuner sur l’herbe”, organizzati dall’Associazione Culturale Ossola Inferiore presso il Castello di Vogogna, con l’intervento Il bacio di Hayez. Intrecci d’amore ai tempi del Risorgimento.

A seguire, è stato organizzato un libero e ricco pic-nic nei giardini del Castello.

Un’originale e bella occasione per conversare d’amore e stare in compagnia di amici, curiosi e appassionati.