Sezione: Mostre

Realtà e sogno sulla nave di Libero


Geniale, accattivante, provocatoria, rigeneratrice la nuova proposta di Libero, l’amico e l’artista che ogni volta sa destare a originale meraviglia. Ci invita a salire con lui sulla nave del sogno, per lasciarci cullare dalle onde colorate e sapientemente modellate della sua realissima immaginazione.

In sua compagnia è un piacere viaggiare. La sintonia è immediata. Lo ascolti mentre racconta e si racconta e senza neppure accorgerti inizi ad avvertire la leggerezza dell’incanto. Tratto dopo tratto la visione delle cose assume strane forme e ti trovi a vivere sospeso in una tela di apparenze… ed eccoti appagato sul dorso dell’elefante indiano, per un attimo ipnotizzato dallo sguardo fiero e innocuo del toro andaluso, l’istante successivo gongolante e divertito dalla grandeur francese. Mentre perdura l’estasi spensierata di un volo dove puoi intrecciare i sogni di ciascuno degli estrosi passeggeri, particolare dopo particolare l’atmosfera si fa più familiare. Ti accorgi di assomigliare a loro, in balìa della mente creativa dell’artista, dove il sogno non può fare a meno del sognatore e i cui colori attingono a quella stessa realtà da cui il desiderio vuole affrancarsi, con la storia, gli stereotipi, le contraddizioni e i traguardi del Paese a cui si appartiene.

Tutti noi, come Libero, abbiamo bisogno di salpare, mantenerci a distanza, liberare per un istante il respiro, alzare lo sguardo e perderci nell’orizzonte, per riuscire a godere spensierati momenti di evasione, ma anche per trovare serenità e forza di rigenerazione. Già, perché l’arte – lo ricorda a tutti noi il filosofo e artista Theodor Adorno – è immagine che prefigura un mondo a misura d’uomo, è messaggio e annuncio di liberazione e riconciliazione, proprio nel mentre si fa denuncia della negatività, dell’ipocrisia e della disarmonia del mondo. Libero tutto questo lo sente, lo vive e lo trasmette narrando con sensibilità civica e maestrìa pittorica uniche e inconfondibili, a un tempo acute, raffinate e appassionate.

Quella di Libero è infatti una nave-città, che solca il fantastico mare del sogno con il carico dei suoi viali e giardini, dei suoi palazzi e grattacieli, dei luoghi quotidiani del vivere civile e delle sedi del potere politico. Carico molto spesso di ancoraggio, che può rallentare o frenare il navigare della democrazia, ma mai arrestarlo, perché la nave dei passeggeri-cittadini viene sospinta dal vento in poppa dissacrante e ironico del suo timoniere.

I tentacoli della politica, moderna chimera a un tempo cinica e raccapricciante, sembrano armi spuntate, incapaci di reagire sotto i colpi dell’ironia dell’artista che, in una sequenza impietosa di immagini compositive, è maestro nello smascherarne le bugie, le esibizioni retoriche e arroganti, le lotte striscianti e belanti per i privilegi del potere, le connivenze edulcorate e compiaciute con i salotti televisivi oppure segrete e astute con i tanti poteri occulti.

Libero però, al pari di Socrate, è come la torpedine di mare… il tocco, nel momento in cui irretisce, provoca una lieve rigenerante scossa a noi passeggeri cittadini. La sua ironia, infatti, assume la forma della giocosità e dell’autoironia e ci spinge al dialogo con noi stessi, per farci ritrovare quel coraggio e quella lealtà dello sguardo che ci consentono di osservarci allo specchio. Svuotati e leggeri, perché finalmente liberi dai nostri paraventi, possiamo così scrutare se e quando un’insolita riga stia per caso solcando centralmente il nostro viso!

La nave-città fa scalo al Museo del tessile di Busto Arsizio e si espone in opere non per illuderci con un “non prendiamoci troppo sul serio”, bensì per invitarci a “prenderci veramente sul serio”. Quando siamo liberi nello sguardo, allora il mondo si apre a noi, gli altri e noi stessi si offrono al nostro prenderci cura e al nostro modellare creativo. Possiamo essere realmente quello che desideriamo di essere, possiamo accogliere la realtà del sogno e trasformare il nostro vivere individuale e comune in uno spazio pubblico di coappartenenza e di convivenza, dove è bello stare, per conversare e progettare insieme.

Grazie Libero per questo viaggio sulla tua fantastica nave, che è la città di tutti, il cui carico trova oggi la propria misura in un bagliore di tenue speranza.

IL COLORE LA MATERIA IL PROGETTO

Opere di Belio (Elio Bozzola), Uldino Desuò e Libero Greco
Ca di Ratt – Gravellona Lomellina (PV), 2014

 

Immagine 3L’arte crea la realtà, nel mentre vi ha stabile dimora. In ognuno di noi è continua l’esperienza dell’abitare la materia, che si manifesta nella molteplicità dei suoi colori, in parte figlia della nostra capacità di progettare. Eppure, in quello scarto in cui lo sguardo della quotidianità compie una torsione, un nuovo accadere si mette in opera e ‘il’ colore è Belio, ‘la’ materia è Desuò e ‘il’ progetto è Libero. Tre artisti, il cui autentico legame di amicizia si mostra in evento, nel quale possiamo trovare rispecchiamento, perché il piacere estetico è l’istante in cui il riconoscimento della differenza viene avvertito nella comune appartenenza.

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