Opere di Belio (Elio Bozzola), Uldino Desuò e Libero Greco
Ca di Ratt – Gravellona Lomellina (PV), 2014

 

Immagine 3L’arte crea la realtà, nel mentre vi ha stabile dimora. In ognuno di noi è continua l’esperienza dell’abitare la materia, che si manifesta nella molteplicità dei suoi colori, in parte figlia della nostra capacità di progettare. Eppure, in quello scarto in cui lo sguardo della quotidianità compie una torsione, un nuovo accadere si mette in opera e ‘il’ colore è Belio, ‘la’ materia è Desuò e ‘il’ progetto è Libero. Tre artisti, il cui autentico legame di amicizia si mostra in evento, nel quale possiamo trovare rispecchiamento, perché il piacere estetico è l’istante in cui il riconoscimento della differenza viene avvertito nella comune appartenenza.

DSC04385Nelle tele di Belio, il dinamismo vitale della natura prende forma nelle geometriche colorazioni del tempo, esprimendo in felice armonia il distendersi delle stagioni e del giorno e il contrarsi delle atmosfere del e nel frammento. Ci viene in questo modo restituita la bella intensità del reale, che si racchiude e si diffonde nelle calde tonalità dei vissuti e dei significati particolari.

E’ la sapienza a fare da guida alla mano di Desuò, capace di in-formare e di incidere in profondità la materia, generandola alla vita e alla forza drammatica dei suoi racconti interiori. Ciò che ci costituisce e con cui la nostra intenzionalità ha sempre che fare è la concretezza, che resiste peraltro alla completa riduzione. In questa perenne e sempre nuova tensione, l’ombra non è il puro negativo che dà risalto alla luce, bensì la venatura che sollecita e indica il possibile rilievo.

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In veste di cittadino onorario, Libero ci accompagna lungo le vie e le piazze di Gravellona Lomellina, ‘cifra’ della qualità poliedrica della sua progettualità artistico-architettonica. Sì, perché Libero ha a cuore l’abitabilità del mondo, dove il disincanto dello sguardo non si traduce mai in rinuncia, bensì in inesauribile ricerca, in cui professionalità ironia e passione sono a servizio dell’autentico, della vivibilità relazionale degli spazi pubblici e privati.

Nella rassegna di ‘Ca’ di Ratt’ il possibile è così in esposizione e nei tanti volti dell’aver da essere e del già realizzato acquisisce la tonalità, la consistenza e la fantasia del reale. Per questo, l’arte ospita la realtà, nell’attimo in cui la crea.