Testimoni di libertà e ricordi degli anni di guerra a Galliate
Tra storia e memoria
2008

copertina 2A distanza di un anno dalla pubblicazione del primo volume, Le radici della democrazia tra cronaca e storia. Galliate dalla caduta del fascismo alle elezioni dell’ottobre 1946, che ha presentato il progressivo evolversi degli eventi di quel periodo storico, esce questo secondo volume, Le radici della democrazia tra storia e memoria. Testimoni di libertà e ricordi degli anni di guerra a Galliate, che si prefigge lo scopo di entrare all’interno di quegli stessi eventi con gli occhi dei testimoni. Testimoni di libertà, innanzitutto e soprattutto! Uomini e donne che per convinzione hanno scelto di prendere parte attiva alla lotta di Liberazione della Patria, esponendosi ai pericoli, alle minacce, alle sopraffazioni, alla violenza e alla morte. Uomini e donne che costituiscono le radici vitali della nostra democrazia, verso cui tutti noi dobbiamo guardare con gratitudine. Gratitudine che si fa ascolto, ascolto che si fa ricerca: per conoscere, per capire, per condividere, per essere uomini liberi, per sentirsi responsabili della libertà di tutti e delle generazioni future.

È questa l’ottica che ha indirizzato e guidato il lavoro di raccolta della documentazione scritta e delle testimonianze orali. Un impegno notevole e a tutto campo, che ha coinvolto i giovani studenti Elena Airoldi, Giulia Borelli, Andrea Cantone, Valeria Mantellino, Giulia Mentasti e Vanessa Mucchietto che, a diverso titolo, hanno partecipato alle varie fasi della ricerca, manifestando interesse e passione, serietà e impegno. “Con il passare del tempo – ci esprime Valeria Mantellino – il progetto si è rivelato abbastanza impegnativo ma altrettanto gratificante. La storia del mio paese che più volte i miei nonni mi hanno raccontato ora sono riuscita a conoscerla in modo più globale e in tanti aspetti che prima ignoravo”. Anche Giulia Mentasti ci conferma che la positività dell’esperienza: “È stato interessante il lavoro diretto di ricerca sui documenti, al di là dei mezzi consueti come i testi scolastici. Abbiamo avuto la possibilità di sviluppare una conoscenza attiva del nostro passato e non solo passiva, attraverso libri già scritti. Inoltre è stato davvero interessante e utile conoscere le nostre radici attraverso il contatto diretto con i pensieri, gli ideali e le azioni dei galliatesi che hanno preso parte alla liberazione del nostro Paese”. “Dal momento che i protagonisti di questo frammento di storia ci sono vicini sia temporalmente che affettivamente  – continua Valeria – sono stata ancora più attratta dal voler conoscere i fatti da loro vissuti e come hanno saputo affrontare sia problemi simili ai nostri ma anche il grande dramma della guerra. È stato inevitabile, per me, l’immediato confronto con i nostri giorni. Se da una parte non posso che essere felice dei cambiamenti, dall’altra provo una specie di gelosia per quei giorni: penso ad esempio alla semplicità della vita, al contatto con la natura, all’Oratorio come luogo di riferimento per i giovani del paese. Mi hanno colpita particolarmente le lettere di Remo Rabellotti perché ci hanno dato la possibilità di conoscere direttamente com’era la loro vita di tutti i giorni, le confidenze e le burle tra amici, i loro problemi, i loro entusiasmi, i momenti spensierati e allegri ma anche la fedeltà ai loro ideali e all’impegno per gli altri”.

Dalle parole delle due studentesse emerge la positività di un lavoro di ricerca che è nato ed è stato costruito insieme e che ha rappresentato per ciascuno di noi una grande esperienza di arricchimento personale e maturazione civile. In questo, dobbiamo il nostro sincero grazie anche alla grande disponibilità e alla preziosa collaborazione offertaci da: Pia Brustio, Angelo Fedele, Alessandro Mainardi, Dante Mena e Lidia Brisca Menapace (protagonisti dell’attività di Resistenza al piano), Borghini Giuseppe Giulio, Sergio Cerri, Edmondo Diaceri e Gianni Maierna (protagonisti della Resistenza nel Verbano-Cusio-Ossola), Marco Bignoli, Anna Maria Cappa Albertinale, Piera e Damiano De Paoli, Carolina Fossati, Anna Grandi, Pietro Murciano e Mariagrazia Vellata e (depositari delle memorie e dei documenti, rispettivamente, di Francesco Bignoli, Francesco Albertinale, Battista De Paoli, Aurelio Fossati, Remo Rabellotti, Emilio Murciano e Dante Vellata,). A queste persone esprimiamo tutta la nostra riconoscenza. Rivolgiamo inoltre un particolare ringraziamento a tutti coloro che si sono resi disponibili per le interviste, condividendo con noi e per il beneficio di tutti i loro ricordi e le loro memorie: Giovanna Bertoncelli, Giovannamaria Brustio, Giuseppina Calloni, Pierino Cantone, Luigi Cardano, Angela Fonio, Archimede Melli, Giuseppe Montano, Dina Prella, Anna Maria Testa, Achille Ugazio, Egle Ugazio. In questo contesto, vorremmo ringraziare anche quei testimoni di libertà che hanno contribuito attivamente alla Resistenza ma che hanno preferito mantenere la loro memoria nel segreto della coscienza.

L’opzione, a un tempo contenutistica e metodologica, che ci ha guidato nella costruzione del presente volume è stata di voler presentare i protagonisti della lotta di liberazione partigiana galliatese in ascolto delle testimonianze dirette e indirette, orali e scritte, al fine di restituire, per quanto è possibile, l’immediatezza della loro esperienza di vita e l’attualità della loro storia personale e offrire informazioni relative alle vicende storiche di quegli anni. Si articola in tal modo la doppia direzione: solo all’interno delle vicende che hanno coinvolto l’Italia in quegli anni è possibile comprendere la storia personale dei giovani partigiani ma solo conoscendo le storie singolari è possibile capire gli avvenimenti della storia nel loro vissuto concreto, nella dimensione della vita.